L'Eco dei SorrisiSussurri d’inquietudine, due fragili destini ,
con stille e lacrime, di rivoli d’autunno,
La sua fragranza, la terra di confine,
sottile all’albergare di segrete intimità.
Il cuore muto, scordando d’esserlo,
scruta sapore e fiele, vibrando d’allusione,
brama il triste senso, all’eco dei sorrisi,
nell’orizzonte, d’un tramonto sconosciuto.
I stelle a San Lurenz’Ma che puisije, a nott’ San Lurenz’,
guard’n’ u cile, tutt’ i ‘nammurate,
guarde pur ije a te, ije treme e penz’,
mannagge, juste mo’ sanne stutate?
Ma po’ t’ guarde megghije, e c’arraggione,
pot’esse tutt’ cose, na bona sc’neggiate?
Ma sent’ u core, che ancor’ s’appassione,
t’ strenge a mane, e m’ sente arruvutate.
Tu circ’ a stell’, che a notte va cadenne,
nu desiderie, che sape d’ capriccje,
ije citte citte, senza mang fa n’accenne,
t’guarde l’ucchije, e u ciele s’ riappiccje.
Miele e NuvoleChe brivido di pelle, che sapore di vita…
adorare per ore, il tuo viso rubato,
confuso, alle urla di quegli occhi d’ angelo…
Convinto, di aver fermato il tempo,
sornione, di aver scippato un attimo,
un solo frammento di eterno…
solchi, e nuovi graffi al cuore,
nuovo vagare di miele e nuvole…
Un passaggio da un istante di seta,
lento scivolare, al tuo sapore sconosciuto.
I sogni vibrano al ritorno,
vivi, alla morte di questa lunga attesa,
rotta giusta, su questo senso di deriva….
Il sole irrompe, sulle notti del mondo,
non sulle nostre favole. E tremo,
per quegli occhi tenui, e sinceri.
Non scrutarmi, beata tenerezza,
porto mite e agognato,
non rubare di colpo i miei brividi,
se non per farne tesoro,
se non per farmi perdere,
se non per essere mia.
Il Lago Silente
Al silenzio, di un lago lontano,
al miraggio, del più solitario vagare,
divago fugace in pensieri di lino:
l’afa si fa tiepida al tuo odore sottile,
riflesso d’intesa mordente,
ombra d’impatto, incosciente.
Il sole alla luna un passo non cede,
illudo i sensi di una prossima alba,
e il fruscio di un‘onda mi attrae:
rapito, riscopro un antico tepore,
di labbra furtive e sincere …
che mi scalda e mi lascia sognare.
Briciole d'incantoSoave melodia d’autunno, ombreggiata da ardenti sapori,
fiore dischiuso al tepore dei sensi,
alla calura d’anima, che il tempo propone.
Acerba, e preziosa creatura, stuzzicata da alito beato:
di sorpresa e risveglio del mio sogno dormiente.
Spiraglio di seta, sottile bagliore,
di vicoli impauriti, che scrutano portoni,
di stella cercata, nei cieli perduti,
di sapida goccia, di piogge lontane.
Perso, nei sensi, al delicato cammino,
d’un passo affiatato, su briciole d’incanto.
Carezza di SetaSai di buono, come questo incenso,
carezza di seta sui miei pensieri,
sai di sogni rincorsi, di sogni svaniti,
tutto il resto, sa di te.
Il ricordo mi assale,
il tuo spirito, invade,
son già pieno della tua anima:
lontana e furtiva.
Non voglio scappare ,
mio lusso dei sensi.
Restami accanto,
desiderio infinito.
L'Eterna AlbaAllusioni prospettiche,
visioni evanescenti,
si mischiano alla musica
in ritmici frammenti.
Piccole fate danzanti,
inseguono la loro sorte,
cercando la felicità,
sotto piccole gocce di vita.
Torbide anime affini
pervase di logoranti illusioni,
scoprono nella tempesta dello spirito,
il fascino di ricorrenti primavere.
Mai nulla sarà tanto eterno
quanto questa eterna alba,
per sempre risuonerà nel cuore,
l'eco di quel fatato risveglio.
Le Osterie di Alda Merini
A me piacciono gli anfratti bui
delle osterie dormienti
dove la gente culmina nell'eccesso del canto,
a me piacciono le cose bestemmiate e leggere,
e i calici di vino profondi,
dove la gente esulta,
livello di magico pensiero.
Troppo sciocco è piangere sopra un amore perduto
malvissuto e scostante,
meglio l'acre vapore del vino
indenne,
meglio l'ubriacatura del genio,
meglio si meglio
l'indagine sorda delle scorrevolezze di vite.